La Storia
La vita degli Dei dell'antica Grecia era serena sul Monte Olimpo, circondata da gioia e prosperità.
Zeus, padre di tutti gli Dei, regnava insieme a sua moglie Era ed a tutti i suoi figli, compresi Apollo e Diana, i due gemelli che il Dio aveva avuto con Latona, una delle sue spose illegittime.
Il regno del mare era governato da Poseidone, e quello degli inferi da Ade e sua moglie Persefone.
Tutto scorreva secondo la legittimità del destino grazie alle tre Dee che si prendevano cura della vita degli uomini, le tre parche, o Moire Greche: Cloto, Lachesi ed Atropo, le divinità che presiedono al destino dell'uomo.
Ogni loro decisione era irrevocabile, e quando era giunta l'ora della morte di un'essere umano, le tre fanciulle ne tranciavano il filo della vita - che avevano filato sino a quel momento - con un paio di forbici dorate.
Ben presto, però, un grave affronto avrebbe fatto adirare le tre Moire, e soprattutto il grande Zeus.
Una fanciulla di nome Esmetria era ormai vicina alla morte. Era molto giovane, e si diceva, di una bellezza che colpiva al cuore. La sua malattia sembrava non avere cura, e ogni minuto che passava il suo filo si accorciava sempre di più. Sarebbe morta entro poco tempo, e tutta la sua famiglia si era ormai rassegnata a perderla per sempre.
Solo una persona - un ragazzo chiamato Kostas - si diresse verso il tempio del villaggio, per intercedere con gli Dei tramite i sacerdoti.
Si rivolse a loro - ad Apollo - tramite la Pizia, chiedendo di poter donare alla ragazza un'altro anno di vita, e che allo scadere di quell'anno avrebbero ricevuto in cambio due anime anzichè una, poichè si sarebbe offerto volontariamente agli Dei.
Ade fu ben contento di tale richiesta, convincendo Apollo a accettare, e fermando così il lavoro delle tre Moire, impedendo loro di mettere fine alla vita della giovane ragazza.
Il fato, però, volle che il filo di Esmetria fosse già stato tranciato. Le tre Parche acconsentirono a rinsaldarlo, a patto che Esmetria non desse vita ad una nuova creatura, poichè facendolo avrebbe scatenato l'ira degli Dei.
Il tempo passò velocemente, più di quanto Kostas si aspettasse, ed in breve il giorno in cui avrebbe dovuto pagare il riscatto si avvicinò.
Il ragazzo, però, non aveva alcuna intenzione di mantenere la propria promessa.
Si rivolse così ad Eris, la Dea della discordia, promettendole su richiesta il primo frutto che il melo appena piantato nel suo giardino avrebbe generato.
Kostas non chiese il perchè di quella richiesta, disposto a tutto pur di non doversi separare dall'amata Esmetria.
Eris consigliò loro di ripararsi a Selinunte, cittadina Siciliana ormai conquistata dai Greci, chiedendo ospitalità nei templi in riva al mare. In quel modo, nessun mezzo utilizzato da Ade o dalle Moire per ritrovarli avrebbe avuto successo, a patto che i due amanti non generassero un figlio, poichè a quel modo avrebbero dannato un'anima ancora pura, lasciando ricadere su tutto il genere umano una punzione divina.
Quando però Eris si rese conto che Kostas aveva ingannato anche lei, mangiando il primo frutto del suo melo, anzichè offrilo come promesso, la Dea scatenò tutta la sua furia, elogiando Afrodite e facendo in modo che scatenasse tra Esmetria e Kostas una profonda infatuazione, accedendo in entrambi il desiderio.
Così, quella stessa notte, essi originarono una nuova vita, una vita talmente piena di rimorsi per il tradimento compiuto da Kostas da non poterlo contenere tutto.
Nel ventre di Esmetria, così, nacquero due entità diverse e ben distinte. In un'unica parola, nemiche.
Con loro, però, vi era anche un terzo bambino innocente. L'unico che racchiudeva la bontà e il loro profondo amore.
Fu così che nacquero i Licantropi ed i Vampiri, esseri nemici e temibili, ed infine un'umano ben diverso da tutti gli altri. Il primo degli Umani Speciali, capaci di possedere poteri simili a quelli degli Dei, sebbene inferiori.
Tale nascita non fu ben accolta da Zeus, poichè ritenne ciò un'affronto.
La malvagità dei Vampiri era qualcosa di pericoloso, e fu proprio per quel motivo che Ares donò ai Licantropi il coraggio e la forza di affrontarli, in modo da preservare il genere umano.
Ciò che però fu la goccia che fece traboccare il vaso fu la scoperta del primo Umano Speciale. Colui era una minaccia e un'affronto a tutti gli dei, poichè possedeva doti straordinarie che non erano concesse a nessuno, se non ad un Semi-Dio.
La rabbia di Zeus fu incontenibile e si scagliò su chiunque centrasse qualcosa - anche indirettamente - nella nascita di quelle creature.
La vendetta che egli scatenò sui figli dei due amanti fu una vita fatta di sangue e lotte, oltre a morte e dolore. Allo stesso tempo, però, punì anche tutti i suoi figli ed il resto degli Dei, e accecato dalla rabbia li scagliò tra i mortali, punendoli con la reincarnazione.
Gli Dei puniti, difatti, avrebbero mantenuto le proprie caratteristiche, ma sarebbero stati costretti a vivere tra gli umani, provando dolore e fame, rimpiangendo così di aver voluto aiutare Kostas.
Ciò con cui però Zeus non aveva fatto i conti era l'Amore, la forza più grande di tutte.
Esseri umani, reincarnazioni, Umani Speciali, Vampiri e Licantropi si fusero, originando nuove vite, nuove anime pure, dannate per colpa di quel peccato fatale, e creando così altri essere in grado di compiere cose straordinarie.